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Bari, muore il "tuttofare" Filippo: il rione San Pasquale si mobilita per dargli una sepoltura dignitosa
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Bari, muore il "tuttofare" Filippo: il rione San Pasquale si mobilita per dargli una sepoltura dignitosa

di  Lunedì 27 marzo 2023 3 min Letto 8.161 volte
BARI – «In poco meno di tre ore dalla pubblicazione del post su Facebook abbiamo raccolto tremila euro: siamo così riusciti a rendere un ultimo doveroso omaggio al nostro Filippo». Sono le parole della signora Lucia Mizzi. Lei, assieme a tanti altri residenti del rione San Pasquale di Bari, ha messo in moto una catena di solidarietà per offrire una sepoltura dignitosa al “tuttofare del quartiere”, venuto a mancare lo scorso 29 gennaio.

Protagonista della vicenda è l’amato Filippo De Giosa, 69enne conosciuto da tutti a “San Pasquale vecchia”. Viveva da sempre in quella zona della città, amava occuparsi delle aiuole, teneva pulita la piazzetta antistante la chiesa del rione e dava una mano ai negozianti con qualche lavoretto, in cambio di pochi euro.



«Non chiedeva mai l’elemosina, ma voleva sentirsi utile - spiega Domenico, residente del quartiere -. Ad esempio andava in campagna a raccogliere le mandorle e si metteva a sgusciarle in strada per farle assaggiare a chi era di passaggio o vendendole per qualche soldo».  

«Era rispettato da tutti, anche per il suo modo di vivere – interviene Lucia –. Aveva una casa, ma preferiva dormire all’aperto, sulle panchine. Non era un barbone ma, come lui amava definirsi, un “uomo libero”».

«Io gli permettevo di usare il bagno per rinfrescarsi  - aggiunge Natale, proprietario del bar di via Pisacane posto di fronte alla chiesa di San Pasquale Baylon -. Spesso si intratteneva qui: adorava parlare con gli avventori sorseggiando la sua birra. Ciò che lo rendeva unico era quella voglia che aveva di mettere sempre pace e armonia. Ogni volta che si accorgeva che qualcuno discuteva, interveniva con il suo “state unitevi, non litigate, vogliatevi bene”».

Filippo però, nonostante l’affetto degli abitanti del quartiere, era un uomo solo: non aveva moglie né figli che potessero badare a lui. Così quando il 29 gennaio è venuto a mancare, l’intero quartiere si è mobilitato per offrirgli un funerale dignitoso.

L’iniziativa è partita proprio dal bar: i clienti appena appresa la notizia hanno iniziato a consegnare al proprietario gli euro che avevano in tasca. È seguito l’appello su Facebook di Lucia, figlia di Natale, con cui chiedeva a coloro che conoscevano Filippo di contribuire alla colletta.

«E in men che non si dica abbiamo raccolto tremila euro – dichiara la donna –. Due famiglie si sono anche impegnate a pagare per i prossimi dieci anni la luce del loculo. E siamo stati contattati dai cugini francesi di Filippo: nonostante non avessero rapporti con lui da parecchio tempo hanno partecipato alla raccolta fondi».

E così il tuttofare ha avuto il suo funerale, oltre a una lapide che, terminata a metà marzo, è stata apposta sulla tomba. Una targa che tra un’immagine di Padre Pio e una dedica dei residenti, recita a caratteri cubitali: “State unitevi”.
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I commenti (1)
mario
Ho conosciuto Filippo tanti anni fa, in circostanze, non proprio belle. E sempre stato riservato ed educato, si confermo di cuore, era una brava persona, non sapevo che stava a san Pasquale, lo avrei incontrato volentieri. Mi dispiace, ciao Filippo